OFFICIAL BOOKCROSSING ZONE!

Avete mai sentito parlare di persone che abbandonano volontariamente i propri libri in luoghi pubblici (panchine, treni, ecc…) affinchè altri appassionati lettori li trovino, li leggano e, a loro volta, li rilascino a disposizione di tutti?

Bene, questa pratica si chiama BookCrossing e, con grande soddisfazione e piacere, vi annuncio che, da oggi, la Libreria Il Fiore d’Oro è una OBCZ o “zona ufficiale di rilascio libri” e fa parte di BookCrossing.com! (Per saperne di più guardate qui)

E’ vero che vendiamo libri, ma è ancora più vero che prima di tutto siamo lettori e poi, essere librai significa principalmente offrire il libro giusto alla persona giusta… quindi, poter donare a tutti, a chiunque lo voglia, un libro che abbiamo particolarmente amato è la logica conseguenza delle intenzioni di questa libreria!

Sul tavolino bianco, all’ingresso, trovate il baule dei book-corsari per liberare i vostri libri e trovare quelli che altri hanno lasciato, inoltre…

…sconto 10% su tutti i libri che saranno acquistati per essere “liberati”

Buona caccia a tutti!

-Anna-

“MADAME BOVARY” Cap. I

“Eravamo nell’aula di studio, quando entrò il Direttore, seguito da un “nuovo” che indossava ancora abiti borghesi e da un bidello che portava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono, e tutti si alzarono come se fossero stati colti nel lavoro.

continua a leggere il I capitolo di “Madame Bovary” – G. Flaubert

…il seguito!

“Thursday Next potrebbe essere felice: ha ridato la pace a milioni di lettori salvando Jane Eyre dal perfido Acheron Hades e ha ritrovato Landen, l’uomo della sua vita.

Ma nuove sfide l’attendono.

Un misterioso personaggio, capace di manipolare il caso e cancellare i ricordi, si è messo sulla sua strada e non le lascia un attimo di respiro.

La potentissima Goliath Corporation reclama la liberazione di un suo scagnozzo, imprigionato in una tenebrosa poesia di Poe. Per convincere Thursday a liberarlo, non esita a ricorrere al più subdolo dei ricatti: sradica Landen dal tempo e dallo spazio come se non fosse mai esistito.

Thursday ha bisogno di un rifugio, di nuovi alleati, di un luogo sicuro dove partorire il bambino che porta in grembo…

Esiste un altro mondo: basta saperci entrare.

E’ il mondo dei libri, vasto e misterioso, popolato da protagonisti appagati, ma anche da PageRunner ansiosi di scrollarsi di dosso un ruolo troppo ingrato, e da personaggi amareggiati, scartati all’ultimo momento dalla stesura definitiva di un capitolo. Un mondo insidiato da Grammassiti in grado di risucchiare tutti gli aggettivi di un romanzo, nonostante la sorveglianza degli agenti speciali di GiurisFiction.

Thursday riceve messaggi sorprendenti tramite note a piè di pagina; il mondo dei libri le offre un riparo.

Per entrarvi non servono formule magiche: basta leggere, leggere, leggere, dimenticando se stessi e il mondo reale, fino a perdersi in un buon libro.”

“Persi in un buon libro” – Jasper Fforde

ed. Marcos y Marcos 2007

– Il caso Jane Eyre –

“C’è un 1985 diverso: i libri sono il bene più prezioso, il tempo tende a flettersi all’improvviso e i confini tra realtà e fantasia sono molto morbidi.

E’ il mondo di Thursday Next, trentaseienne dolce e coraggiosa, di professione Detective Letteraria.

Thursday ha le sue ombre: non riesce a dimenticare il fratello Anton, caduto in Crimea (dove la guerra non è mai finita) e rimpiange un amore perduto.

Ma è una donna piena di risorse. Fa bene il suo lavoro; la rallegrano gli incontri fortuiti con il padre, disertore della CronoGuardia, e le visite al laboratorio del vecchio e stravagante zio Mycroft.

Zio Mycroft è un inventore, affascinato dall’elasticità del tempo, dello spazio, della realtà. Dopo lunghi esperimenti, ha trovato la chiave per entrare e uscire (fisicamente!) da un’opera letteraria.

Ma l’invenzione cade nelle mani sbagliate.

Acheron Ades, criminale diabolico, il terzo uomo più ricercato del pianeta, se ne appropria.

Sottrae il manoscritto di Jane Eyre dalla casa natale di Charlotte Bronte, piomba nel romanzo sul più bello e rapisce la povera Jane Eyre in camicia da notte. Poi chiede un riscatto insostenibile… Milioni di fan di Charlotte Bronte sono disperati.

Scende in campo Thursday Next. Le indagini la riportano a Swindon, dove vive il suo antico amore. Tra dilemmi sentimentali, pressioni della potentissima Goliath Corporation, sfide all’ultimo sangue con Acheron Hades… riuscirà a portare in salvo Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?”

“Il caso Jane Eyre” – Jasper Fforde

ed. Marcos y Marcos 2006

American Vertigo

“Curiosa questa storia del viaggio in America.

Enigmatica, se ci si ferma a riflettere, la passione dimostrata da scrittori non solo francesi ma anche europei per questo viaggio in particolare.

Gli scrittori ovviamente hanno sempre viaggiato. Contrariamente alla celebre, troppo celebre tesi di Levy-Strauss nel suo Tristi Tropici, non hanno mai smesso di amare i viaggi e i viaggiatori. Ma non sono sicuro che esista un luogo al mondo che, dall’autore del Genio del cristianesimo fino a quello di Oliver Twist, da Céline a Georges Duhamel, da Soldati a Simone de Beauvoir, Sartre, Morand e tanti altri, li abbia attratti in modo più continuo, più intenso, più irresistibile di questo, nel bene e nel male, nel registro dell’odio o all’opposto dell’adorazione condiscendente. Mi è chiaro cosa cercassero quando viaggiavano in Oriente (l’exote tanto caro a Segalen ma anche a Claudel e Malraux), a Roma o a Firenze (la bellezza, le metamorfosi dell’arte e delle sue forme), a Gerusalemme, Persepoli, Lhasa (miraggio delle origini e delle fonti, culla delle civiltà), ma non altrettanto cosa potesse generare in loro questo desiderio di America che non è riconducibile a nessuno dei motivi canonici.

Le fonti? Assurdo poiché si tratta di un nuovo mondo che ha le sue radici in Europa.

La bellezza? L’armonia? A parte pochi casi autorevoli, un pugno di spiriti liberi che seppero subito vedere la bellezza dei grattacieli e dei nuovi paesaggi urbani delle grandi città, folli e artificiali, quasi tutti hanno criticato la scarsa grazia, la mancanza di cultura, la bruttezza americane.

L’exote? L’alterità? Lo sguardo distaccato dell’etnologo, attento agli usi di una civiltà straniera? Ugualmente impossibile: nessuna connessione con l’ancoraggio europeo dell’America; e oltretutto in contraddizione con quell’estasi moderna che, continuando da tre secoli a frequentare, modellare e porsi come esempio la patria di Jefferson e Kennedy, è l’antidoto più sicuro all’attrazione per il folclore o il pittoresco caratteristico del fascino dell’exote.

No. Il viaggio in America non si accorda con niente di tutto ciò. Non obbedisce a nessuno dei motivi elencati. E mi chiedo addirittura se non li contraddica punto per punto, sistematicamente.

Prima contraddizione: non l’exote ma il vicino; non l’altro ma lo stesso; o allora l’altro, si, è ovvio che l’America lo sia, ma molto meno dell’orientalistico, dell’africano o dell’amerindio! Un altro che ci parla di noi, che ci mostra la nostra parte più ordinaria, comune e condivisa, che ha sempre, o quasi, l’oscura familiarità (o l’inquietante estraneità, ma in fin dei conti è la stessa cosa) delle caricature o degli specchi; un tipo di spostamento nel quale si percorre una lunga strada non per andare incontro ad un estraneo, ma ancora e nuovamente a se stessi. Così il viaggio in America assume negli uomini moderni la struttura di un’odissea…

Seconda contraddizione: il futuro. Questo tipo di specchio di solito riflette il passato; ci dice: “Ecco cosa eravate, da dove venite, chi sono i vostri antenati”. Qui no, è il contrario; per riprendere un celebre titolo, è uno specchio che ci rimanda l’immagine non della nostra storia finita, ma delle scene della vita futura come l’anticipazione americana ci permette di immaginarle. “Ecco cosa sarete” ci dice “ecco dove andate e quale mondo partorite.” Se il viaggio in America è, come tutti gli altri, un viaggio nel tempo e anche nello spazio, il tempo non è quello della nostra memoria sognata, nostalgica o reinventata, ma quello di un futuro che, a seconda della natura di ciascuno, sentiamo come minaccioso o promesso, una macchina che non ci farà risalire il corso dei secoli ma ce li farà scendere.

E infine la contraddizione della contraddizione, la terza pista che, senza smentirla, complica e precisa la precedente: l’America significa grattacieli ma anche grandi spazi e deserti; rappresenta le scene della vita futura e contemporaneamente (ne ho visti e descritti tanti!) paesaggi dell’alba del mondo, non certo (vedi il punto precedente) della “nostra” alba di europei, ma da Audubon a Baudrillard (passando per i film western), essi sono una sorta di reminiscenza o di richiamo. Dunque è probabile che questo viaggio abbia la particolarità, in ultima analisi, di farci provare il gusto di queste due cose; forse è una delle rarissime esperienze capaci di offrire, in uno stesso pacchetto di sensazioni, il profumo della massima modernità e dell’arcaismo primordiale; forse l’amore che proviamo nei suoi confronti scaturisce dall’oscura sensazione che lì e solo lì viene data a un essere umano la possibilità di vedere concentrata la materializzazione di questi due sogni, pre- e post-storici, entrambi ugualmente potenti, ma che noi in genere riusciamo a pensare solo separati da migliaia di chilometri e, più ancora, da millenni. In un unico spazio (un Paese), in un tempo breve, negli appena tre secoli che bastarono ai primi pionieri arrivati sul limitare della Valle della Morte e del Grand Canyon per inventare la vergognosa Las Vegas (e passare quindi dal prebiblico al post-moderno), il viaggio americano costituisce il continuo passaggio dall’Eden alla Gehenna, il cortocircuito permanente tra Bibbia e fantascienza, l’attraversamento delle età dell’oro e del piombo dell’umanità…”.

tratto da “American Vertigo” di Bernard-Henri Lévy

(…mi permetto di suggerire… -anna-)

HYPERVERSUM

Benvenuta Silvia!

Direttamente from Parma, la sua recensione…

Bello, bello, bello!!!!! ecco le prime parole che mi sono uscite d’un fiato appena finito di leggere Hyperversum. Quando l’ho iniziato non ero molto entusiasta, anzi…………ma dopo 200 pagine (vi ricordo che è lungo 800 pagine!) ho iniziato a trattenere il fiato per l’emozione talmente coinvolta da leggere per ore senza riuscire a staccarmi da quei fogli!

La storia: un gruppo di amici appassionati di giochi di ruolo on line si ritrova un pomeriggio per una partita di “Hyperversum”, gioco in grado di riprodurre realtà virtuali molto dettagliate. Ian, laurea e dottorato in storia medievale, e i suoi amici sono nelle Fiandre del 1214, poco prima della battaglia di Beauvine, durante la quale si decise la nascita della Francia come nazione e il destino stesso dell’ Europa. Ma qualcosa succede poco dopo aver cominciato a giocare e i ragazzi si ritrovano catapultati proprio nel mezzo della guerra tra Francia e Inghilterra!

A questo punto i “giocatori” dovranno mettere a frutto tutte le loro conoscenze per sopravvivere in quell’epoca fatta di codici cavallereschi, intrighi di corte, tornei e non solo, dove c’è anche spazio per codici amanuensi, vita monastica e romantiche storie d’amore! Le descrizioni dei tornei, delle tradizioni cavalleresche e della vita quotidiana sono molto accurate e coinvolgenti, i matrimoni nascondono, in realtà, alleanze politiche ma l’amore alla fine trionfa!

Un romanzo per tutti quelli che amano i fantasy, i giochi di ruolo, la storia medievale e che almeno una volta nella vita si sono domandati…e io cosa farei se fossi li’?! Ma, soprattutto, tornerei indietro alla mia vita nel XXI secolo?!

Silvia Zerbone

Recensione

Il poeta è tornato

Anna legge e scrive. E fa bene entrambe le cose.
Vi lascio il link della sua recensione de “Il poeta è tornato, di Michael Connelly.
http://milanonera.splinder.com/post/9400596/Il+Poeta+è+tornato

(pier)

-Twilight-

Si, lo so, è da ragazzine…

Si, lo so,”3 metri sopra il cielo” bastava e avanzava…

Si, lo so anch’io che paragonarsi a “Giulietta e Romeo” è da arroganti…

Ma come resistere al fascino di un vampiro adolescente, superbello, superdolce, insomma super-perfetto e nientemeno che vegetariano!?

E come non immedesimarsi in Bella Swan, brillante sedicenne umana (troppo umana…), goffa, maldestra, ironica e sagace, il cui sangue “canta” per Edward, il vampiro in questione?

Ve lo dico io: non si resiste!

Anzi, di più: se ne rimane stregati dalla prima all’ultima pagina (e oltre, poichè stiamo parlando di una trilogia)!

La storia di Edward e Bella è la storia romantica ed eterna del primo amore, quella che tutti abbiamo sognato e vissuto, ognuno a modo proprio, per ognuno unica nel suo genere e a maggior ragione per i nostro eroi: un immortale dai poteri sovrannaturali e una ragazzina col potere di attirare solo guai!

Così una romantica passeggiata nel bosco diventa una folle corsa alla velocità della luce, un’innocente partita di baseball tra Edward e i supi fratelli si trasforma in un epico scontro fra titani e l’inevitabile cattivo che, invaghito a modo suo, darà la caccia a Bella non sarà il solito psicopatico… ma qualcosa di molto peggio!

Mentre il sentimento tra i due protagonisti cresce, seguiremo con emozione le loro goffaggini, i loro imbarazzi, le loro tenerezze, sorridendo delle battute intelligenti e mordaci di Bella e sospirando dei tormenti di Edward.

Purtroppo, tanto si avvicineranno i cuori dei due innamorati, quanto la distanza tra i loro mondi si farà sentire e vivere tra i vampiri, seppur vegetariani per scelta, può rivelarsi molto pericoloso…come, d’altronde, tutti sappiamo e come scoprirà la stessa Bella!

Ma non vi dirò altro…

Un libro che alla sua uscita negli Stati Uniti è diventato un vero e proprio caso editoriale e che anche qui in Italia sta ricevendo un’ottima accoglienza.

Io vi dico solo che me ne sono innamorata a tal punto che ho comprato l’edizione inglese del secondo libro di questa nuova trilogia (per la traduzione italiana dovremo aspettare l’estate del 2007) e, dizionario in tasca, l’ho letteralmente divorato per conoscere il seguito delle avventure di Edward e Bella!

Si, lo so… ma perdonatemi se, a volte, ho ancora sedici anni…

-Anna-

“Twilight”
Stephenie Meyer
Euro 16,50
496 pagg.
Lain (Fazi)

http://www.stepheniemeyer.com/ il sito ufficiale dell’autrice di Twilight, pieno di curiosità, capitoli inediti, versioni varie ed eventuali, anticipazioni e il forum diretto con Stephenie Meyer, assolutamente unico!

I diritti imprescindibili del lettore

 

Non potevamo esimerci dai fondamentali…

I DIRITTI IMPRESCINDIBILI DEL LETTORE

1. Il diritto di non leggere

2. Il diritto di saltare le pagine

3. Il diritto di non finire un libro

4. Il diritto di rileggere

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa

6. Il diritto al bovarismo(malattia testualmente contagiosa)

7. Il diritto di leggere ovunque

8. Il diritto di spizzicare

9. Il diritto di leggere a voce alta

10. Il diritto di tacere

(Daniel Pennac)

 

Eccoli qui!

Eccoli qui! La mia “sporca dozzina”, i libri che porterei sull’isola deserta, salverei dal rogo, rileggerei all’infinito…classifica non in ordine d’importanza e non necessariamente immutabile nel tempo e nello spazio…

  • Gabriella garofano e cannella – J. Amado
  • Il giuoco delle perle di vetro – H. Hesse
  • Se una notte d’inverno un viaggiatore – I. Calvino
  • Signor Malaussène – D. Pennac
  • Baol – S. Benni
  • Oceano Mare – Baricco
  • Kitchen – Yoshimoto
  • Nicolas Eymerich, inquisitore – V. Evangelisti
  • Ciclo delle Fondazioni – I. Asimov
  • Le notti di Salem – S. King
  • Porci con le ali – M. Lombardo Radice – L. Ravera (Rocco e Antonia)
  • Nel mondo di Lythande – M. Zimmer-Bradley

A voi censure, commenti, elogi e quant’altro…ovviamente in attesa della vostra preferita “sporca dozzina”!

-Anna-